Due donne tahitiane 1899

Olio Su tela

METROPOLITAN MUSEUM – NEW YORK

L’opera risale al 1899 e fu realizzata durante il secondo viaggio in Polinesia dell’artista.

A testimonianza della sua passione e del suo debole per la bellezza femminile, Gauguin si sofferma ancora una volta sulle fattezze primitive delle indigene: la carnagione scura, i lunghi capelli neri, i lineamenti pronunciati e talvolta “senza finezze”, la naturalezza di atteggiamenti.
I parei che indossano lasciano i seni scoperti, ma le due donne non sembrano preoccuparsene: il nudo non è motivo di vergogna. La natura selvaggia, alle loro spalle, è suggerita con poche pennellate di verde cupo e giallo brillante, su cui si stagliano la tonalità dorata della pelle delle due donne, i toni freddi dei parei e quelli vivaci dei fiori che portano tra le mani.

Il dipinto originale misura 94 X 73 cm, ho deciso di realizzare la copia seguendo le dimensioni originali, per non tralasciare nessun dettaglio: dallo sfondo, alle vesti, alla mano in primo piano e soprattutto degli sguardi delle modelle, così semplici e di una sensualità poco riscontrabile neidipinti dell’ottocento.

Gauguin è fra i primi artisti che ha trattato il nudo con una nota violentemente reale, che ha provato disgusto per le modelle con i loro seni misurati e rosa, con i ventri corti e duri, modelle messe li dal cosiddetto buongusto. Gauguin, per primo, ha tentato di raffigurare la donna del suotempo e, malgrado la pesantezza dell’ombra che scende dal viso sul petto della modella, vi èpienamente riuscito e ha creato un dipinto coraggioso e autentico.

Nei quadri di Gauguin la forma umana s’innalza piena e diritta; in quest’opera, in particolare, lemodelle sono dipinte in piedi, questa verticalità è lo sprizzare della linfa terrestre che si erge senza deviazioni. Uno slancio ingenuo eleva dolcemente i corpi, il disegno largo delle membra è il risultato di due linee guidate da un parallelismo sommario: i nodi muscolari sono dissimulati perchénulla distolga gli occhi dall’accompagnare il movimento. Tutte le semplificazioni hanno lo scopo dicreare rapporti soavi.

Gauguin ha dato alla pittura una concezione nuova della natura, ha trovato un’armonia perfettatra ciò che osservava e ciò che immaginava. La candida brutalità della sua opera, la soave voluttà, il primitivismo sereno, imprimono alla sua arte un carattere forte e personale. Il suo è un disegnofatto di linee senza tratteggi, che esprimono la forma attraverso l’abbreviazione, la semplificazione, per raggiungere il massimo dell’intensità. Rinuncia alla prospettiva tradizionale, sopprime ilmodellato e le ombre, deforma volontariamente i piani, ma una delle forze maggiori della pittura di Gauguin è la risultante dei suoi difetti.

Circonda sistematicamente le zone di colore con un contorno blu di Prussia che divenne ben presto una tecnica pittorica: il cloisonnisme, che consiste appunto nel racchiudere le campiture cromatiche entro il limite netto di un contorno senza effetti chiaroscurali, creando dei blocchi compatti di colore; questa tecnica prende il nome da una tecnica risalente al Medioevo di costruzione delle vetrate dove i contorni delle figure formano dei compartimenti (cloisons) riempiti con polvere di vetro e poi fusi andando a formare colori compatti e privi di effetti chiaroscurali.

 

1. SCHIZZI PREPARATORI

Ho eseguito schizzi preparatori dei volti delle due donne, per riuscire a coglierne lo sguardo el’espressione.

2. DISEGNO INIZIALE

Su un cartone preparatorio che misura 60 x 80 cm ho creato la griglia di quadrettatura, ho preso una fotocopia del disegno originale e ho rifatto la griglia sulla fotocopia; in questo modo ho riportato le linee di contorno delle figure e gli altri particolari del dipinto, ingranditi in scala 1:2.

3. SPOLVERO

È una tecnica pittorica che mi ha permesso di riportare il disegno dal cartone originale alla tela.

Ho sistemato il cartone sotto un panno, ho forato i contorni con una punta di metallo, dopodiché ho fissato il cartone alla tela e con polvere di grafite ho tamponato il disegno preparatorio. Tolto il cartone, ho riportato una traccia a puntini che ho collegato con una matita (Tecnica antica, usata nella decorazione muraria e dai grandi artisti rinascimentali per evitare dei ripensamentisull’affresco, era applicata in molti campi, anche per la decorazione della ceramica e della porcellana per la produzione in serie.)

4. DIPINTO A OLIO

Ho proceduto per velature di colore, per prendere confidenza con lo stile dell’artista hocominciato colorando lo sfondo, poi ho continuato con le vesti e infine mi sono dedicata agli incarnati. La prima campitura di colore è chiara e piatta in seguito ho cominciato a delineare gliscuri, facendo attenzione a seguire la poetica dell’arte di Gauguin fatta appunto di ombre nette.

Gauguin, spesso per evitare, dipingendo all’aperto, di essere condizionato dagli effetti di luce, dipingeva a memoria, semplificando le sensazioni ed eliminando i particolari; di qui l’espressione di una forma volutamente semplificata. Egli rinuncia anche ai colori complementari che, se avvicinati, si fondono, e preferisce mantenere ed esaltare il colore puro.

Ama la bellezza squadrata, senza finezze, sicura e forte, delle donne di Tahiti; sente simpatia per la loro ingenua naturalità ed è entusiasta dei toni caldi e ricchi della loro carne. Dipinge le sue modelle secondo una forma che è tutta accenti, ma nulla che valga è tralasciato; e nulla è astratto, perché ogni linea e ogni tono sono pieni di ammirazione e di gioia.

Il doloroso, malefico Gauguin è scomparso. lontano dalla civiltà, oltre Papeete, nella foresta, egli ha ritrovato la sua calma, la sua umanità, la sua gioia. E con la sua gioia ritrova la giustezza del tono, scuro su chiaro, e l’armonia calma non più esasperata dei colori. Il giallo bruno delle carni, l’azzurro nero dei capelli E persino certe mancanze costruttive, proporzionali, volumetriche o luministiche, diventano qualità perché sottintendono freschezza o vivacità d’espressione, spontaneità creativa.