L’Urlo – Edvard Munch

Collezione di Silvia Bracchitta

 

La concezione che con il tempo mi sono fatta dell’arte è che dovrebbe essere alla portata di tutte le persone, tutti dovrebbero conoscere la notte stellata di Van Gogh, i campi di papaveri di Monet.

Il mondo sarebbe più bello se i dipinti fossero sparpagliati in giro per le case…

Il mio lavoro consiste nel creare riproduzioni di opere d’arte sulle sedie.

La mia idea è quella di realizzare dipinti su tavola usando un oggetto di uso comune come una sedia!

Ogni volta che ne dipingo una penso: << Chissà se quella sedia immaginava di poter diventare un’ opera d’arte quando è uscita dalla fabbrica!>>

Le sedie in legno vengono preparate con un ammannitura a base di gesso da doratori e colla Lapin, poi viene eseguito il disegno preparatorio, dipinte con colori a olio e infine protette con una vernice specificatamente progettata per proteggere i colori ad olio.

Quest’opera è stata realizzata in occasione di un’esposizione di artigianato, mi annoiavo a limitarmi a vedere la gente passare, a tratti svogliata e indifferente, così mi è venuta “voglia di urlare”.

Munch lasciava le sue opere a seccarsi all’aria aperta, nei gelidi inverni di Oslo, diceva che il tempo e le cattive condizioni atmosferiche conferivano ai suoi dipinti quella “patina”, quell’aria “vissuta” che lui con i pennelli non poteva dare.

Per raggiungere la matericità e l’espressività delle sue pennellate ho realizzato il disegno preparatorio, dopodiché ho eseguito una prima stesura di colore a olio, praticamente una base, facendo attenzione a riprodurre gli stessi toni di colore usati dall’artista, poi ho abbandonato quella sedia per quasi un anno… aspettavo l’ispirazione! E un giorno che mi è tornata la voglia di urlare l’ho finita.

Per riprodurre un’opera come “l’Urlo” è fondamentale conoscere lo stato d’animo dell’artista perché non c’è ragione in quelle pennellate ma un grido silenzioso, e tanto più silenzioso quanto più rabbioso.