Studio per la Vergine dell’Annunciazione di Leonardo da Vinci

Collezione di Silvia Bracchitta

Questa copia è stata realizzata ad olio su tavola, anche se l’originale fa parte di una serie di schizzi realizzati da Leonardo da Vinci per l’Annunciazione, una delle sue opere giovanili più celebri, realizzata durante il suo periodo di formazione fiorentino nella bottega del Verrocchio.

Ho deciso di riprodurre quest’opera perchè catturata dalle sfumature luminose che enfatizzano la dolcezza dei tratti della Vergine, lo definisco quasi un auto-ritratto: (in quel periodo della mia vita ero più romantica del solito!) il capo chino in segno d’accettazione, gli occhi abbassati  non lasciano vedere lo sguardo ma fanno percepire l’intensità dei suoi pensieri.

Nel “Trattato sulla pittura” scrive <<il pittore deve possedere non soltanto la padronanza del proprio mestiere, ma anche un’estesa conoscenza della natura dele cose. Come uno scrittore deve sapere cosa vuole scrivere prima che possa annotarlo con la mano e la penna, così il pittore deve aver capito l’oggetto che vuole dipingere prima di poterlo rappresentare con la mano e il pennello. Il pittore non può ritrarre la natura come un “ottuso” specchio, fosse pure capace di imitarla perfettamente, deve tradurre il mondo tridimensionale attraverso superfici bidimensionali, in modo che esso appaia nella sua tridimensionalità>>.

Leonardo da Vinci, questo nome è diventato un mito della cultura occidentale, si distinse per le sue straordinarie capacità e corrisponde all’ideale di perfezione dell’Uomo rinascimentale. Riuscì ad abbracciare i contrastanti mondi dell’arte e della scienza e a giungere, in ogni campo di applicazione, a nuovi risultati sempre geniali.